Il Museo del Novecento rafforza il proprio impegno per l’accessibilità con nuove iniziative dedicate a un pubblico sempre più ampio. Grazie alla collaborazione con Ad Artem, il museo introduce sei video in LIS (Lingua dei Segni Italiana) all’interno della webapp e propone un nuovo calendario di visite guidate inclusive, pensate per persone con disabilità visive e uditive ma aperte a tutti i visitatori.
Il progetto nasce con l’obiettivo di rendere la fruizione dell’arte più accessibile, autonoma e partecipata, offrendo strumenti e percorsi che permettano a ogni persona di vivere il museo secondo le proprie modalità di percezione e apprendimento.
La presentazione ufficiale dell’iniziativa si è svolta il 5 marzo al Museo del Novecento, alla presenza dell’Assessore alla Cultura del Comune di Milano Tommaso Sacchi, che ha sottolineato l’importanza di rendere i musei cittadini sempre più inclusivi: «Il progetto dei nuovi video in LIS rappresenta un passo molto importante nel percorso che il Museo del Novecento sta portando avanti per rendere la cultura sempre più accessibile e inclusiva. Garantire a tutte e tutti la possibilità di fruire del patrimonio artistico della città, indipendentemente dalle proprie condizioni, è una responsabilità fondamentale per le istituzioni culturali.»
Sei video in LIS per scoprire i capolavori del Museo del Novecento
La webapp del museo si arricchisce di sei video in LIS con sottotitoli, che permettono anche alle persone con disabilità uditiva di approfondire alcune delle opere più importanti della collezione permanente.
I contenuti raccontano sei capolavori che attraversano l’intero percorso del museo, dal Futurismo fino agli anni Novanta:
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Forme uniche della continuità nello spazio – Umberto Boccioni
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Elasticità – Umberto Boccioni
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Femme nue – Pablo Picasso
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Struttura al neon – Lucio Fontana
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Merda d’artista – Piero Manzoni
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Lullaby – Maurizio Cattelan
I video sono disponibili dal 5 marzo sulla webapp del Museo del Novecento e sul canale YouTube del museo.
Il progetto ha coinvolto anche gli studenti dell’ITSOS Albe Steiner, che hanno partecipato alla realizzazione e al montaggio dei video nell’ambito di un percorso di formazione scuola-lavoro. L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione per confrontarsi con i temi dell’educazione museale, dell’accessibilità e della produzione culturale.
Visite tattili Arte con-tatto al Museo del Novecento
Accanto ai nuovi contenuti digitali, torna anche il ciclo di visite tattili Arte con-tatto, progettato per permettere alle persone non vedenti e ipovedenti di esplorare le opere attraverso il tatto e altri strumenti sensoriali.
Le visite si svolgono ogni secondo sabato del mese dalle 10:30 alle 12:00 e sono gratuite.
Il percorso include:
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esplorazione tattile di alcune sculture
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disegni a rilievo e tavole tattili
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supporti audio
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schede in braille per alcune opere
L’esperienza è completata da una spiegazione del contesto storico e dei movimenti artistici.
Calendario visite tattili
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14 marzo – Controverse modernità
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11 aprile – Fontana e Burri
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9 maggio – Melotti e Manzoni
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13 giugno – Kounellis, Mattiacci, Cattelan
Posti disponibili: 20 partecipanti
Prenotazione obbligatoria: c.inaugurazionim900@comune.milano.it
Visite guidate gratuite con interprete LIS
Il museo propone anche visite guidate gratuite con interprete LIS, pensate per permettere alle persone non udenti di partecipare pienamente alla scoperta della collezione.
Le visite si svolgono ogni primo giovedì del mese alle 19:30, con una durata di circa 90 minuti.
Calendario visite LIS
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5 marzo
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2 aprile
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7 maggio
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4 giugno
Numero massimo partecipanti: 25 persone
Prenotazione online sul sito Ad Artem.
Un progetto per una cultura più inclusiva
Con queste iniziative il Museo del Novecento conferma la propria volontà di rendere l’arte un’esperienza realmente accessibile, capace di coinvolgere pubblici diversi e di valorizzare modalità differenti di percezione e conoscenza.
Come sottolinea Adriana Summa, socia fondatrice di Ad Artem, l’inclusività è da tempo al centro del lavoro educativo dell’associazione: «Il valore più grande è quello educativo, a diversi livelli: dall’inclusione dei pubblici alla reciprocità di attenzione tra persone con diverse abilità sensoriali e percettive. L’inclusività è tra i temi che abbiamo più a cuore e su cui lavoriamo da molti anni.»